Hanno detto di me…

Santo Messina

È stato detto che per ciascuno c’è modo di poter vivere due vite parallele, ma non a tutti è dato di trovare gli spazi per far esprimere quella più nobile, alta e personale.

Da qualche anno Nella Parigi ha trovato quello spazio nella scultura ed in essa tenta di convogliare i riferimenti, i fremiti e le valenze di un suo discorso interiore lasciato sgorgare liberamente ma in un continuo travaglio fatto di dubbi e di agitazioni mai completamente soffocati e che nelle sue opere talvolta si intravedono.

Nives Maria Salvo

Colori accesi, caldi e rassicuranti per Nella Parigi con il suo «Tempio Indiano». Nelle opere della Parigi, protagonisti sono i volti di donne, i bimbi, gli adolescenti, gli uomini colti in gruppo a conversare… (Corriere dell’Arte, 6 marzo 2009)

A. Gentile

…opere delicate e ricche di sentimento quelle di Nella Parigi. Opere ove forme e colori si fondono in un abbraccio vitale che sembra scandire il tempo cosmico e quello dell’Universo Interiore Dell’Artista…

Silvana Nota

IL SENSO PROFONDO DELLA VITA NELL’OPERA DI NELLA PARIGI

Affonda le sue radici nella poesia, alla cui scrittura si dedica fin da giovanissima, l’opera di Nella Parigi, delicata artista che guarda alla vita con occhi capaci di intravedere l’armonia ovunque, individuando, tra realtà e sogno, la dimensione intima e profonda di cose e persone.

Lirica e sensibile ma anche decisa e determinata nel prendere distanza da superflui compiacimenti estetici che inutilmente indebolirebbero la forza comunicativa che la interessa, Nella Parigi sa infatti cogliere nella bellezza non solo apparente e non sempre indispensabile il segno di un aspetto altro della materia che ci circonda. Una fisicità che prende forma da strati di pensiero e da gesti che arrivano da universi interiori più nascosti e intimistici.

Scultrice, pittrice e ritrattista, non a caso sviluppa i suoi lavori partendo in prima istanza dall’ispirazione suscitata dall’intreccio di mente e cuore, decidendo solo in un secondo tempo il linguaggio con cui li realizzerà. Dunque, tecnica al servizio del contenuto e risultato formale in funzione dell’idea. Un’operazione che infonde in ogni suo lavoro quel valore aggiunto connaturato nell’arte stessa. Al centro della sua ricerca artistica, vi è il preciso intento di «portar fuori quel che vi è di bello dentro», volutamente distante da percorsi concettuali criptici che ne impedirebbero la libera fruizione, al fine di comunicare al primo impatto e senza filtri ciò che ciascuna opera intende trasmettere.

Arte dunque come linguaggio universale, senza barriere, in grado, in questo millennio come nei secoli passati, di mettere in dialogo e far confrontare le persone per un positivo scambio di sensibilità e cultura.

Ecco allora Nella Parigi affrontare la scultura su questi parametri, tramite soprattutto la terracotta, plasmando la materia tra i pieni e vuoti, peso e leggerezza alla ricerca del legame sottile tra passato e presente, sogno e vita. Anche la pittura, l’artista esprime questo desiderio di guardare al figurativo senza rinunciare a nuovi accenti, a libere soluzioni che esprimono il senso del tempo in cui viviamo. Colori accesi, caldi e rassicuranti si fondono così in cicli di tele che si accompagnano a disegni e sanguigne altrettanto suggestivi e intensi. Gruppi tematici al cui interno trova posto il ritratto, nel quale Nella Parigi individua una sua precipua cifra identificativa che la colloca significativamente tra quegli artisti che da anni portano avanti il recupero di un genere precipitato nell’oblio con l’affermarsi della fotografia. La ritrattistica torna infatti ai giorni nostri come un nuovo e antico modo di riflettere il volto, attraverso i suoi tratti interiori oltre che fisici, dove il binomio soggetto-artista rappresenta il risultato di uno scambio unico e insostituibile.

Nell’opera di Nella Parigi, sono i volti di donne, i bimbi e agli adolescenti, gli uomini colti in gruppo a conversare, le composizioni che, specchiando l’immagine, ci raccontano della loro anima. Caratteristiche che travalicano l’immagine ritratta e si riflettono in tutta l’opera di questa artista, che nel guardare all’eredità antica dei padri, non rinuncia ad accogliere il presente con la grazia di linee stilizzate, svettanti e allungate nello spazio, ora raccolte ora aperte, per permettere al vento di percorrerle come alito leggero e un po’ misterioso. Soffio arcano e imprendibile come il desiderio innato di comunicare senza parole, con codici liberi e adatti a ricreare universi a propria misura, tra nostalgia poetica e desiderio di nuovi orizzonti.

Giuseppe Nasillo

Ad osservare la pittura di Nella Parigi si è presi dalla piacevole sensazione di trovarsi al cospetto di un mondo nel quale la componente umana ha ancora la sua vivificante presenza, con il richiamo di scenari in cui la naturalezza degli impianti si accompagna felicemente alla sincerità degli accadimenti.

Anche quando, travalicando i riscontri della contingenza, si proietta nella stesura di pagine evocanti luoghi ed immagini lontani (da Manhattan all’India), essa resta sempre ben fedele ai propri intenti figurativi e paesaggistici, dove convivono modernità e tradizione, con lambiture poetiche rivelatrici di una pronunciata sensibilità quale è quella di Nella Parigi, meritatamente premiata nella recente edizione del Concorso «Il Centenario» di Torino.

Eclettica nell’articolazione delle sue forme espressive, che vanno dalla pittura alla grafica, dalla scultura alla ceramica, Nella Parigi riesce a conciliare con lodevole disinvoltura l’incidenza icastica della realtà nei suoi aspetti più evidenti con le raffrescanti suggestioni del sogno, regalando a chi si accosta ai suoi lavori palpiti di coinvolgimenti emotivi e sussulti di ritrovata, decantata gioia di vivere.

Nella Parigi

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